…E le scoperte non finisco qui!

di Daniela Moretti (4^C)

Dopo le grandi scoperte e teorie (che descrivevano in maniera accurata i fenomeni fisici) del 1900, nel nuovo millennio si prevedevano scoperte in campo bio-medico. E, invece, contro ogni aspettativa, in questo primo ventennio, la protagonista delle scoperte scientifiche è di nuovo la fisica! Dalla scoperta del bosone di Higgs, a quella (ormai solo attesa dai fisici teorici) dei buchi neri e delle onde gravitazionali (previste da Einstein più di un secolo fa), fino ad arrivare alla recentissima scoperta delle 5 nuove particelle -che altro non sono che stati eccitati di una singola particella omega C,che fa parte della famiglia dei barioni costituita da tre quark, uno charm (che le da il nome) e due strange-.Cattura

Come e dove è avvenuta questa scoperta? Ebbene, due ricercatori, Marco Pappagallo e Antimo Palano, del dipartimento di fisica “M. Merlin”di Bari, i quali studiando e analizzando i dati dal 2011 al 2015 del rilevatore LHCb, hanno notato dei “picchi” nel grafico da loro costruito (che ripropongo a sinistra): ognuno di questi “picchi” indica la particella madre delle due particelle Ξ+ e K− (che nell’esperimento LHCb sono prodotte con alta frequenza). Questi dati erano accessibili a tutti i ricercatori dell’esperimento e il loro merito è stato proprio di “cogliere ciò che gli altri non hanno saputo cogliere” e il fatto che siano stati due fisici italiani evidenzia anche l’eccellenza dell’Italia in campo scientifico.                 L’esperimento LHCb è ben diverso (ma parallelo) rispetto a quello dell’LHC: mentre nel primo le particelle accelerate vanno a impattare su “lastre” e dall’interazione con queste si sviluppano le particelle che vengono studiate, nel secondo le particelle (principalmente protoni) vengono fatte scontrare tra di loro (ad altissime temperature) e si studiano le particelle che si “formano” in seguito allo stesso impatto.

Quali sono le implicazioni di tale scoperta? In primis, la correttezza del modello standard previsto dalla fisica teorica; in secondo luogo, sarà oggetto di studi più approfonditi per comprendere meglio la forza forte (ossia quella che tiene uniti i quark e che fa bruciare le stelle) e last, butnotleast, questa scoperta apre un nuovo capitolo della fisica teorica: mentre il bosone di Higgs (scoperto nel 2012) era già stato teorizzato decenni prima, queste particelle saranno oggetto di nuove teorie e noi saremo testimoni delle nuove (e ancora molte) scoperte, che ci permetteranno di raggiungere uno stato di conoscenza maggiore per comprendere il nostro Universo e svelarne i misteri. Non ci resta che essere fiduciosi per un secolo che ha ancora molto da offrirci (in termini di scoperte) e non smettere mai di essere curiosi, determinati e di “guardare le stelle, anziché i nostri piedi” (come il grande Stephen Hawking è solito dire).

Daniela Moretti 4^C

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